Bring creative projects to life

Da giugno 2015 è sbarcata in Italia Kickstarter, la piattaforma mondiale di crowdfunding che offre anche agli italiani la possibilità di realizzare e raccogliere finanziamenti per i propri progetti creativi.

“Le idee innovative italiane sono sempre state apprezzate in tutto il mondo”, spiega Yancey Strickler, co-fondatore e Ceo di Kickstarter.

L’Italia è il tredicesimo paese in cui Kickstarter viene lanciato, dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Nello stesso giorno dell’apertura al mercato italiano, sono entrate a farne parte anche Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera.

Yancey Strickler, ex giornalista musicale, cofondatore e CEO di Kickstarter, così ha commentato l’ingresso in questi nuovi paesi:

“L’Italia ha contribuito moltissimo alla cultura mondiale, dalla moda al cibo, dall’arte al cinema, dalla musica alla letteratura, le idee innovative italiane sono sempre state apprezzate in tutto il mondo. Ora Kickstarter aiuterà tutti i creativi italiani a realizzare le proprie idee innovative attraverso il sistema della collaborazione, e con il supporto di una community mondiale davvero enorme. Viviamo in una nuova età dell’oro della creatività, dove chiunque sia dotato di fantasia può realizzare qualcosa di concreto collaborando con le altre persone.

In tutti questi paesi, i creativi potranno presentare i loro progetti alla community mondiale, potendo contare sulla presentazione in doppia lingua e sui sottotitoli dei video di presentazione. Significa che in Italia i fondi saranno in euro, si utilizzerà la lingua italiana e il proprio conto corrente bancario.

Inoltre quando le idee proposte otterranno dei finanziamenti dall’estero, anche questi verranno raccolti in euro. Nel contempo, un backer americano vedrà ogni obiettivo legato ad un finanziamento di un progetto convertito in dollari americani e di fianco l’equivalente in moneta europea.

Per questo non esiste un sito italiano di Kickstarter: i progetti italiani sono infatti integrati nella community mondiale della piattaforma e i finanziatori possono cercare i progetti in base alla località e trovare quelli dei creativi più vicini.

Kickstarter

I fondatori di Kickstarter

I fondatori di Kickstarter

Il sito Kickstarter fondato nel 2009 da Yancey Strickler, Perry Chan e Charles Adler a New York ha dato vita a oltre 86mila fra oggetti, dispositivi, progetti artistici, cibi, giochi, iniziative giornalistiche, dischi, abiti, fumetti etc… Non a caso ha fruttato in sei anni 1,6 miliardi di dollari di finanziamenti da parte di 8,8 milioni di persone in tutto il pianeta, dando ai sogni una strada alternativa per venire al mondo.

Ma come funziona la piattaforma?

Gli utenti possono avanzare un progetto in 15 categorie, dal giornalismo alla tecnologia, con una breve presentazione e due parametri fondamentali: durata della campagna con l’obiettivo economico e il goal che deve essere raggiunto (esempio: 20mila dollari in una settimana). I donatori incassano poi una reward, un premio, livellato a seconda della quota versata.

Ogni progetto è pensato e creato in maniera autonoma dalla persona che lo presenta alla community. Ogni regista, musicista, artista e designer su Kickstarter ha il totale controllo e responsabilità dei propri progetti.

funded-with-kickstarter_0Nota importante, il finanziamento su Kickstarter si basa sul concetto del “tutto o niente”: se un progetto ha successo, poichè ha raggiunto i suoi obiettivi di finanziamento, tutti i finanziatori (backers) pagano la propria quota al momento della scadenza. Se il progetto decade prima, nessuna somma viene addebitata ai backers che hanno scommesso sul progetto.

Kickstarter non fa equity, non compartecipa al successo dei progetti finanziati: si limita a dare una vetrina alle idee e tiene per sé una commissione (l’altra è della piattaforma per i pagamenti), restando nella cornice del finanziamento collettivo con ricompensa.

I finanziatori di Kickstarter, infatti, non diventano per forza soci, possono ambire a dare il loro contributo a realizzare qualcosa di geniale e innovativo che altrimenti non sarebbe mai esistito in cambio di un prototipo, di un gadget, di una soddisfazione personale, di una ricompensa in denaro o di altro genere. La responsabilità è a totale carico del progettista.

Ma tornando all’Italia…
Julie Wood, responsabile della comunicazione per Kickstarter, spiega al Sole 24 Ore che una piattaforma di creativi sarebbe stata «incompleta» senza il gusto italiano tra i suoi progetti. Le categorie che potrebbero trainare l’offerta made in Italy sono quelle più classiche, dal design al food. Con qualche eccezione:

«Tanto arriverà da classici come moda e design, è vero, ma non bisogna trascurare la straordinaria creatività degli italiani anche per quanto riguarda la tecnologia. I backers di tutto il mondo, e in particolare americani, sono affascinati dallo stile di vita italiano e dal marchio di qualità del paese».

Ad oggi i backers italiani hanno versato l’equivalente di 4,4 milioni di dollari, 3 solo nel 2014. Ma se si guarda agli utenti attivi lo scorso anno, i numeri sono ancora esigui: appena 18.378 i “donatori” in arrivo dal nostro paese.

«È chiaro che ci vuole un po’ di tempo perché un progetto decolli. Noi stiamo diffondendo una certa idea ovunque, Kickstarter potrebbe essere utile non solo per dare visibilità a progetti italiani nel mondo, ma anche per creare coesione all’interno del paese».

Fonti: Repubblica.itilsole24ore.com, wired.it, webnews.it.