terror

“See something, send something”, ovvero ”Vedi qualcosa, manda qualcosa” è la nuova app per smartphone, scaricabile gratuitamente per Android e iOS, che permette agli utenti di inviare in maniera sicura e anonima testimonianze di situazioni potenzialmente pericolose o possibili minacce terroristiche alla polizia. Ad aver commissionato la realizzazione dell’app all’azienda My Mobile Witnes  è stato lo Stato americano.

Si tratta di misure necessarie nella nostra comune lotta al terrorismo“, ha detto il governatore Andrew Cuomo.

Questa è l’ennesima riprova che le tecnologie informatiche, reinterpretate dagli utilizzatori, sono entrate a pieno titolo nelle vicende legate al terrorismo.
L’avvio era stato dato dai parigini con l’hashtag #PorteOuverte lanciato su Twitter per segnalare l’ospitalità dei parigini a chi fuggiva dagli attentati del 13 novembre e non poteva tornare a casa dai luoghi dell’attacco, e poi era arrivata l’applicazione safety check di Facebook, una funzione sviluppata per la ricerca delle persone durante disastri naturali, ma che è servita a rassicurare la rete dei propri amici che si stava bene e che era tutto a posto.

A differenza delle precedenti però, dove la polizia era in grado di accedere e incrociare database pubblici e privati, di usare sistemi di riconoscimento facciale o programmi per la traduzione real time dei messaggi di testo tra numeri telefonici sospetti, con quest’app vengono coinvolti direttamente i cittadini a formare un network collaborativo con le stesse forze di polizia. Una sorta di crowdsourcing per la sicurezza, dato che si basa sul contributo collettivo ad un progetto aziendale o istituzionale il cui sviluppo è affidato all’esterno.

L’app in questione permette infatti di inviare in maniera anonima foto e testi su potenziali minacce che ci si presentano nella quotidianità, dai pacchi abbandonati nelle stazioni alle bombole del gas incustodite fino agli individui con comportamenti sospetti.

Pay attention and take action! Guarda qui:

Foto e appunti vengono inviati ad un centro di controllo dello stato per essere vagliate e poi eventualmente inoltrate alle agenzie federali competenti se ritenute utili a tutelare l’incolumità cittadina.

“Abbiamo intensificato la nostra preparazione in seguito agli attentati di Parigi e continueremo a rimanere vigili contro coloro che cercano di diffondere paura e violenza”, ha detto Cuomo presentando l’applicazione.

L’app è disponibile anche in Colorado, Louisiana, Pennsylvania e Virginia e include una guida all’uso su: cosa guardare, dove guardare e quando denunciare una situazione sospetta, per evitare falsi positivi e informazioni troppo generiche.

Il governatore Cuomo ha tenuto a precisare che l’app non sostituisce il 911 (il numero delle emergenze) e nemmeno il lavoro dei poliziotti, il cui numero in funzione antiterrorismo è stato aumentato nella sola new york di 46 unità presso le stazioni più importanti dopo aver inaugurato il Critical Response Command, una struttura di addestramento per tattiche antiterrorismo.

Tuttavia l’idea non è né nuova né americana. Un’applicazione simile è stata realizzata tempo fa da tre giovani ingegneri tunisini. L’app tunisina si chiama “Edder3″ cioé “Lo scudo” e la persona che utilizza il programma viene identificata tramite uno pseudonimo per evitare eventuali minacce o rappresaglie. Gli inventori però stanno ancora aspettando il via libera da parte del governo per diffonderla, a causa del timore di un suo uso inappropriato o fraudolento.

Fonti: Repubblica.it, Websec.it