Il crowdfunding è un’attività online che permette di raccogliere fondi per realizzare un preciso obiettivo. Chi ha intenzione di lanciare l’idea ha però un grosso problema iniziale: a quale piattaforma affidarsi? Esistono più di 50 diverse piattaforme, ognuna con delle peculiari caratteristiche. Abbiamo individuato 3 macrocategorie e per ognuna di esse abbiamo analizzato una piattaforma:

  • Reward based (tra cui Kickstarter, la più famosa)
  • Equity (un particolare tipo di crowdfunding, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo –link- la più famosa è StarsUp)
  • Un mix tra le precendenti (detto anche royalty crowdfunding, nel nostro caso parleremo di Starteed).

A seconda delle esigenze, quindi, è meglio usare l’una o l’altra. Di seguito troverete la descrizione di ogni piattaforma e le caratteristiche salienti di ciascuna.

KICKSTARTERlogo kickstarter

Nasce nel 2009 ma sbarca in Italia sono nel 2015 (ne abbiamo parlato qui). Il crowdfunding svolto dalla piattaforma può essere considerato “classico”: un’idea creativa è finanziata dal basso, cioè con dei finanziamenti che arrivano dalla folla. In base all’entità della donazione è possibile ricevere dei doni (limitati numericamente) da parte di chi ha lanciato l’iniziativa (una menzione speciale, un modellino del prodotto, una cena con l’ideatore ecc…). Non si ricavano dei guadagni monetari.

La piattaforma riceve il 5% del budget raccolto e Amazon circa il 3% dato che viene utilizzato il suo sistema di pagamento.

Le iniziative possono essere lanciate dopo la registrazione e sono suddivise in categorie e sotto-categorie. E’ necessario indicare il budget e la scadenza. Ciò che penalizza questa piattaforma è la scarsità di controllo sui progetti: chiunque potrebbe non rispettare il patto e scappare con i soldi (ovviamente si può denunciare alle autorità ma la piattaforma non ha nessun tipo di responsabilità). Non sono ammesse iniziative di beneficienza o campagne di sensibilizzazione.

STARSUPlogo StarsUp

Piattaforma nata nel 2014, dopo la regolamentazione da parte della Consob in materia di equity crowdfunding. Permette di finanziare le start up innovative acquistando titoli di partecipazione, cioè quote di una specifica società. StarsUp è gestita da un gruppo di professionisti che offrono supporto per l’intera durata del progetto: dalla fase preparatoria e di lancio (attraverso l’analisi dell’idea da avviare e dei requisiti necessari alla pubblicazione sul portale), alla presentazione del progetto presso investitori, alla fase della raccolta e, infine, in quella della gestione operativa delle attività di sviluppo del prodotto, predisponendo piani industriali e seguendo la normativa vigente.

StarsUp raccoglie capitale di rischio da parte di aziende (start-up e PMI) innovative, permettendo ad esse di pubblicare il proprio progetto ed effettuare la raccolta del capitale. Nel caso in cui venga raccolta l’intera cifra richiesta, l’operazione è conclusa e a StarsUp è riconosciuto un compenso, in genere su base percentuale dell’ammontare raccolto.

Il sito è diviso in due sezioni:

  • Pubblicare un progetto
    E’ necessario registrarsi e contattare per email il team di StarsUp. Si verrà ricontattati per avere la possibilità di chiarire dei dubbi. In seguito è necessario compilare una scheda con tutte le informazioni relative al progetto. Verrà valutata dal team e, se avrà i requisiti, potrà essere pubblicata sul portale, indicando il budget necessario, lo scopo del progetto, la scadenza ecc… Se il progetto verrà promosso avrà maggiori possibilità di raggiungere il budget e di essere avviato.
  • Investire in un progetto
    Anche in questo caso è necessario iscriversi al portale. Si suggerisce di leggere con attenzione le normative e le Faq prima di scegliere la o le start-up su cui investire. Successivamente è necessario compilare delle schede per portare a termine l’investimento ed è possibile dialogare con chi ha lanciato il progetto. Si compila un ulteriore questionario e poi si effettua il bonifico. Se il budget è raggiunto entro la scadenza, si ottiene lo “status” di socio dell’emittente. Se l’obiettivo di raccolta non è raggiunto, si rientrerà in possesso del capitale versato.

 

STARTEEDlogo Starteed

Nasce nel 2012 in Italia. Claudio Bedino, CEO e founder, spiega che la sua piattaforma sta in una posizione intermedia tra quelle reward-based e quelle equity. “Abbiamo studiato un modello che ci permette di fare revenue share (ndr: avere dei ricavi tramite la pubblicità inserita sul sito) provenienti dalle vendite dei prodotti proposti sulla nostra piattaforma”. La principale innovazione sta in un algoritmo che permette di “seguire” ciò che fanno i diversi finanziatori: una volta eseguita la donazione, si chiede di condividere l’iniziativa tra le proprie reti sociali, di rispondere a questionari per migliorare il futuro prodotto, di dare consigli e suggerimenti a chi ha lanciato l’idea. Un algoritmo esamina tutte le azioni svolte dal donatore (detto influencer) e attribuisce a ciascuna di esse un certo peso, in base al quale verrà calcolato un reward pari al 10% del prezzo del prodotto.

Il sito Economyup.it riporta il seguente esempio: “se i gestori della piattaforma valutano che l’influencer abbia contribuito per il 50% alla diffusione e al miglioramento del prodotto, gli verrà corrisposto il 10% del 50%”

Quindi, la piattaforma non si occupa solo di crowdfunding, ma anche di crowdcreation, grazie ai suggerimenti e alla diffusione dell’idea da parte dell’utente.
La piattaforma segue la regola “all or nothing”: se l’obiettivo non viene raggiunto, nulla viene perso da chi fa la donazione.

Il sito permette di scegliere tra 4 diverse soluzioni (http://www.starteed.com/site/features.html) : self, community, business e open. Il prezzo è fisso solo per la soluzione Self, mentre per le altre si deve contattare direttamente la piattaforma ed è anche possibile “uscire dagli schemi” e chiedere una soluzione personalizzata. Per i clienti più indecisi, la piattaforma mette a disposizione un questionario che permette di facilitare la scelta, proponendo la soluzione più adatta alle esigenze, calcolata in base alle risposte fornite.

Il servizio di crowdfunding è limitato alle start-up innovative, in base alla regolamentazione del Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). La definizione di start-up comprende le spa, srl o cooperative italiane, da poco operative, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale. Ciò comporta un grande limite per la piattaforma che, tuttavia, cerca di incrementare il proprio mercato offrendo supporto per lo sviluppo e per la vendita del prodotto (che può avvenire sul sito stesso).

Fonti: