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Crowdfunding ed Equity Crowdfunding: che differenze ci sono?

Prima di investire dei soldi (on-line ma anche off-line) c’è una regola d’oro da seguire: informarsi.
Nel caso degli investimenti on-line, c’è una profonda differenza tra il Crowdfunding e l’Equity Crowdfunding ed è necessario conoscerla per non incorrere in futuri problemi.

crowdfunding

Il Crowdfunding è un’attività di raccolta fondi (“funding”). Si svolge tramite una piattaforma on-line in cui è possibile descrivere la propria idea (un felpa innovativa, un oggetto, un’opera d’arte…). I possibili finanziatori (“crowd”) possono visualizzare tutte le idee ed effettuare una donazione in denaro. In tutte le piattaforme vale la regola “l’unione fa la forza” dato che i contributi possono essere anche molto modesti, alla portata di tutti. Possono essere previsti piccoli doni per i contributi più sostanziosi ma non si hanno dei guadagni economici.

equityL’Equity Crowdfunding consiste sempre in un’attività di raccolta fondi on-line ma gli investitori diventano soci dell’impresa a tutti gli effetti. Condividono quindi il rischio di impresa (l’incertezza dell’imprenditore sul futuro dell’impresa) con gli altri soci ed entrano nel capitale sociale (equity) della società; acquisiscono i diritti amministrativi e finanziari (possibilità di dire la propria, guadagnare eventuali dividendi futuri ecc…). Il tutto accade, ovviamente, solo se la raccolta va a buon fine, altrimenti i soldi donati non vengono mai assegnati all’impresa.

L’EC può essere considerato una delle principali rivoluzioni nell’ambito dello sviluppo e del finanziamento delle start-up. Il MIT Technology Review del 2012 cita il crowdfunding tra le 10 tecnologie più interessanti e l’equity crowdfunding è descritto come il fenomeno con maggiori potenzialità di crescita nel futuro.

L’Italia è stato il primo Paese europeo a regolamentare l’EC tramite la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). La Commissione ha imposto che l’EC sia limitato alle sole “Start-up e PMI innovative” e che tutte le piattaforme siano iscritte in un registro da essa gestito e che siano vigilate.

Per Start-up e PMI innovative si intendono:

“…piccole società di capitali (spa, srl o cooperative) italiane, da poco operative, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale. Il “Decreto crescita bis” stabilisce i requisiti che tali società devono possedere e dispone diverse semplificazioni normative per favorirne la diffusione e lo sviluppo”.

Le start-up innovative possono accedere all’EC senza l’obbligo di avere un investitore professionale al momento dell’inizio della raccolta, ma è obbligatorio averlo per poter concludere la campagna.
Dalla pubblicazione della regolamentazione è già stato effettuato un allargamento dei parametri di iscrizione al registro delle startup innovative: con i nuovi requisiti varati dal Ministro Zanonato, qualunque startup nel campo ICT può iscriversi al Registro delle Startup.

Tutti i dettagli sulle regolamentazioni sono consultabili a questo link.

StarsUp srl è stata la prima società autorizzata ad operare in questo settore e ha attualmente una piattaforma, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.

Consob ha il compito di tutelare gli investitori non professionali, vigilando sulle piattaforme: si deve creare un rapporto trasparente e di fiducia tra start-up e finanziatori, che devono essere in grado di fare scelte consapevoli consultando la documentazione relativa ai progetti e comunicando direttamente con gli imprenditori coinvolti.

Ma perché investire sull’Equity Crowdfunding e sulle start-up innovative?

Per garantire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione giovanile. Inoltre, il sito StarsUp.it riporta delle valide motivazioni:

  • motivazioni economiche (in quanto nell’idea e nel progetto in cui si investe si intravedono possibilità di ottenere guadagni futuri sotto forma di utili, qualora venissero in futuro distribuiti, e/o di capital gain in caso di cessione della quota o dell’azione);

  • voglia di far parte di una iniziativa imprenditoriale di proprio gradimento (anche con l’idea eventuale di contribuire attivamente al suo sviluppo);

  • volontà di contribuire in qualche modo, attraverso lo sviluppo di nascenti iniziative imprenditoriale all’occupazione ed alla crescita sociale ed economica del Paese (o anche solo di una determinata comunità locale di riferimento);

  • diversificazione dei propri investimenti;

  • forti agevolazioni fiscali previste per chi investe in start-up innovative (vedi tutte le agevolazioni previste);

  • sostegno ad un progetto o una iniziativa ritenuta una «buona causa»;

  • fiducia nelle persone che propongono il progetto;

  • attrazione per l’innovazione, in qualsiasi sua forma.

 

Fonti:
StarsUp.it

Innovami.it

Consob.it

1 Comment

  1. Complimenti! Molto interessante….

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